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December 24th - - ANSA - Pena Morte: Studio USA Contro Vittoria Europea a ONU

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Agli Stati Uniti non piace l'offensiva italiana ad europea contro la pena di morte e per analizzare dinamiche e conseguenze della vittoria che ha portato l'Assemblea generale dell'Onu ad approvare la Risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni capitali, il Dipartimento di Stato ha commissionato uno studio del quale il Corriere della Sera di oggi riporta alcuni brani. "Il tema della pena di morte dimostra che esistono due visioni in competizione, che potrebbero provocare nel tempo frizioni crescenti nei rapporti transatlantici", afferma John R.Schmidt - l'analista al quale l'Ufficio Intelligence e Ricerche del Dipartimento di Stato Usa affida i rapporti sull'Europa - in una saggio apparso su Survival, la rivista dell'International Institute for Strategic Studies di Londra.
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24 December 2007: ANSA
 
(ANSA) - ROMA, 24 DIC - Agli Stati Uniti non piace l'offensiva italiana ad europea contro la pena di morte e per analizzare dinamiche e conseguenze della vittoria che ha portato l'Assemblea generale dell'Onu ad approvare la Risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni capitali, il Dipartimento di Stato ha commissionato uno studio del quale il Corriere della Sera di oggi riporta alcuni brani. "Il tema della pena di morte dimostra che esistono due visioni in competizione, che potrebbero provocare nel tempo frizioni crescenti nei rapporti transatlantici", afferma John R.Schmidt - l'analista al quale l'Ufficio Intelligence e Ricerche del Dipartimento di Stato Usa affida i rapporti sull'Europa - in una saggio apparso su Survival, la rivista dell'International Institute for Strategic Studies di Londra.
 
Secondo Schmidt, la vittoria sulla moratoria "non nasce da un'ondata di indignazione popolare. L'ostilità contro la pena di morte è un tema elitario", scelto con accuratezza come una sorta di biglietto da visita per affermare un profilo internazionale autonomo fondato su una visione morale che il vecchio Continente ha tradizionalmente rimproverato agli Stati Uniti. Il risultato è che l'Europa è diventata "la seconda presenza moralizzatrice nella comunità internazionale". La conclusione è che "la cooperazione fra Usa e Ue sui temi internazionali sarà sempre più difficile, seppure solo in modo marginale". (ANSA).